CONOSCERE GLI ANIMALI

- la Memoria  -

testo di Francesco De Giorgio

 

La memoria è probabilmente uno dei processi cognitivi più studiati in campo psicologico. In passato gli studiosi di comportamento animale hanno focalizzato prevalentemente la loro attenzione sull’apprendimento; tuttavia nell’ultimo ventennio la memoria negli animali è diventata oggetto d’interesse da parte di molti psicologi comparati.

 

E’ fondamentale notare quale stretto rapporto vi sia tra memoria e apprendimento: l’apprendimento sarebbe infatti impossibile senza la memoria.

Infatti si può dire che è la memoria che organizza l’aspetto temporale del comportamento e che fa sì che un evento presente dipenda da un evento che è accaduto in un passato più o meno lontano.

 

Se consideriamo l’apprendimento come una modificazione duratura delle risposte emesse in una determinata situazione in seguito all’esperienza di quella situazione, ecco che il legame tra apprendimento e memoria appare chiaro (Domjan, 1993).

 

Insomma, la memoria può essere considerata un ponte temporale che consente a ciò che è accaduto nel passato di modificare, in una serie di modi differenti, il comportamento di un organismo nel futuro (Estes, 1975).

 

Sia nelle ricerche sull’apprendimento sia in quelle sulla memoria è possibile identificare tre fasi:

 

-         acquisizione

-         ritenzione o immagazzinamento

-         recupero

 

Nell’acquisizione all’animale viene presentato un certo tipo di situazione stimolo o di informazione; segue poi un periodo di ritenzione, che può avere durata variabile,  al termine del quale grazie alla fase di recupero viene valutato che cosa il soggetto ha acquisito e ritenuto dell’esperienza originale.

 

In base ad una classificazione comunemente utilizzata nel campo della cognizione animale è possibile distinguere due tipi di memoria:

 

-         memoria di lavoro (working memory)

-         memoria di riferimento (reference memory)

 

Questa distinzione è stata proposta da un certo numero di ricercatori (Honig 1978, 1984; Olton, 1983; Roitblat, 1982) i quali, soprattutto sulla base di considerazioni di natura operativa, la ritengono preferibile a quella più tradizionale tra memoria a breve termine e memoria a lungo termine.

 

In genere, un animale per comportarsi in modo appropriato deve apprendere e ricordare sia gli aspetti stabili sia quelli mutevoli delle situazioni in cui viene a trovarsi.

 

Per procurarsi del cibo con successo è indispensabile avere memoria delle caratteristiche del territorio e di come sono distribuite le risorse alimentari, ma è necessario anche avere memoria di quali luoghi sono appena stati visitati e sfruttati.

 

La memoria di riferimento e quella di lavoro possono essere differenziate sulla base della maggiore o minore stabilità delle informazioni che contengono (Roitblat, 1987; Domjan, 1993).

 

La memoria di riferimento contiene tutto ciò che un animale conosce, vale a dire quello che ha appreso.

 

La memoria di lavoro conterebbe le informazioni che sono utili solo per un periodo di tempo limitato.

 

Inutile dire che sia la memoria di lavoro sia quella di riferimento giocano un ruolo importante per la sopravvivenza dell’individuo; infatti la capacità di comportarsi in modo appropriato dipende da una continua integrazione tra caratteristiche stabili dell’ambiente e aspetti in continuo cambiamento.

 

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