CONOSCERE GLI ANIMALI

- lo sbadiglio -

testo di Francesco De Giorgio

 

Lo sbadiglio, inteso come apertura della cavità orale con modalità particolari e differenti rispetto a quelle che si realizzano in altre circostanze, come ad esempio quelle legate all'alimentazione, è estremamente diffuso in quasi tutto il regno animale.

In effetti lo sbadiglio è un fenomeno facilmente osservabile nei mammiferi, soprattutto nei primati, negli equidi, nei felidi e nei canidi.

Secondo molti biologi lo sbadiglio si sarebbe originato come esigenza dell'animale di mantenere una certa omeostasi, cioè un equilibrio interno. Dunque la prima spiegazione sul verificarsi dello sbadiglio riguarda l'introduzione di ossigeno nell'organismo quando nel circolo sanguigno il livello di questo cala al di sotto di una certa soglia critica.

Lo spalancare le fauci del coccodrillo avrebbe caratteristiche peculiari, differenti da altre specie animali. Infatti si realizza con un movimento lentissimo e con una prolungata apertura delle fauci. Secondo alcuni studiosi tale meccanismo avrebbe la funzione di cedere vapore acqueo all'esterno tramite la traspirazione delle mucose bagnate. L'essiccamento delle fauci determinerebbe la morte o l'allontanamento dei parassiti, soprattutto sanguisughe, annidati nel cavo orale.

Le testuggini sbadiglierebbero essenzialmente mentre mangiano, interrompendo per alcuni secondi l'assunzione di cibo. Anche nei serpenti lo sbadiglio è un fenomeno di notevole durata, fin quasi a un minuto.

In alcune specie di uccelli è stato osservato lo sbadiglio. Struzzi, gufi, pappagalli, pinguini sbadigliano. Contemporaneamente all'apertura del becco, gli uccelli spesso si stiracchiano e sbattono le ali, comportamento questo che viene spontaneo assimilare allo stretching dei mammiferi e dell'uomo.

Nei mammiferi e in particolare nei primati, lo sbadiglio risulta non legato ad esigenze omeostatiche e mostra invece affascinanti implicazioni di tipo psicologico e comunicativo.

Numerosi autori hanno attribuito allo sbadiglio dell'animale il significato di gesto minaccioso e aggressivo.

Attualmente il legame tra sbadiglio e manifestazioni aggressive nei primati è diffusamente accettato. Secondo un punto di vista evoluzionistico, lo sbadiglio in queste specie apparterebbe in parte alla categoria dei cosiddetti <<segnali dispendiosi>> (Heyes, 1998). Si tratta di segnali che richiedono una quota di energia e caratteristiche fisiche che solo gli animali in salute possono permettersi e che comportano un'elevata quota di rischio, legata alla possibilità di conflitto.

Con ogni probabilità anche lo sbadiglio dell'ippopotamo è un segno di minaccia, ossia un'esposizione dimostrativa, quasi ritualistica, della dentatura, che non serve esclusivamente al trattamento degli alimenti ma costituisce una vera e propria arma di straordinaria efficacia.

Lo sbadiglio sarebbe da includere nel repertorio dei segni che un animale per la lotta e la difesa del territorio. Inoltre alcuni studi hanno documentato la relazione tra sbadiglio e dominanza gerarchica in numerose specie di primati, fra cui i macachi ed i gorilla.

Lo sbadiglio come esternazione di un momento di tensione o di frustrazione si può spesso osservare nei nostri amici cani. La muscolatura è tesa, lo sguardo è attivo ed il cane sbadiglia emettendo un lieve uggiolio finale.

Ricordo il comportamento di un cavallo particolarmente teso durante la Fiera Cavalli a Verona. Probabilmente non abituato alla molta confusione ed al grande numero di cavalli che passavano, sbadigliava continuamente esprimendo una forte tensione.

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