CONOSCERE GLI ANIMALI E LA LORO INTERAZIONE CON L'UOMO

- Training etologico del puledro - lo sviluppo dell'area di confort -

testo di Francesco De Giorgio

 

Le prime fasi di training etologico del puledro hanno l’obiettivo di ricercare un linguaggio condiviso sul quale costruire una comunicazione che porta il cavallo a considerare naturale la presenza e l’interazione con l’uomo da terra. Lo stesso concetto vale nel guidare il puledro alla progressiva conoscenza e decodifica delle sensazioni tattili che si provano nella comunicazione con il cavaliere e rendergli naturale qualcosa che non fa parte del suo archivio genetico di specie, quello che mi piace chiamare guida alla comprensione degli aiuti.

 

Per far questo diventa fondamentale lavorare sull’area di comfort del puledro. L’area di comfort è una dimensione all’interno della quale si provano sensazioni di sicurezza e si hanno riduzioni significative dei livelli d’ansia, questo vale sia per l’essere umano sia per le altre specie animali.

 

Nei metodi di training tradizionale l’obiettivo è di catapultare bruscamente il cavallo fuori dalla sua area di comfort, sottoponendolo ad una situazione di forte stress emotivo, all’interno della quale l’apprendimento si basa quasi esclusivamente sullo sviluppo di comportamenti di evitamento di punizioni inflitte da parte dell’uomo.

 

Nel training etologico il puledro sperimenta progressivamente nuove situazioni che non fanno altro che incrementare la sua area di comfort, mantenendo bassi i livelli d’ansia e favorendo l’apertura ad un apprendimento basato sul rinforzo positivo dei comportamenti desiderati.

 

Un approccio etologico al puledro permette di  mantenere un ideale e alto livello di sicurezza per uomo e cavallo. Infatti, espandendo l’area di comfort, il puledro prende sempre più sicurezza in se stesso e abituandolo gradualmente ai più svariati stimoli ed alle più diverse situazioni, si riduce la probabilità che accadimenti imprevisti possano creare situazioni di pericolo. Per i trainers che, come chi scrive, lavorano senza il supporto di un assistente da terra, la ricerca della sicurezza dovrebbe essere un “must” inderogabile.

 

L’espansione dell’area di comfort è strettamente legata alla competenza del trainer nell’applicare tecniche di desensibilizzazione progressiva consistenti nell’esporre gradualmente il cavallo a stimoli impaurenti in una situazione di calma.

 

Il trainer guida alla calma il puledro nel tondino fino a far rientrare lo stesso lavoro alle tre andature all’interno dell’area di comfort del puledro stesso. Lo stesso vale per il lavoro montato, dove il cavaliere stesso entra a far parte dell’area di comfort, diventando elemento naturale della vita quotidiana del cavallo.

 

Poi arriva il giorno di uscire fuori dal tondino con l’uomo in sella, di confrontarsi con diverse situazioni, il trainer apre la porta del tondino e sale in sella. La situazione è sempre dominata dalla calma, da azioni lente, rassicuranti per cavallo e cavaliere. Ora l’obiettivo è dilatare l’area di comfort in uno spazio fisico il cui rassicurante centro resta sempre il tondino.

 

Ogni piccolo passo lontano dall’area di comfort viene gratificato con il ritorno al centro stesso dell’area di comfort e quindi del tondino.

 

In questo tipo di lavoro il trainer-cavaliere si deve basare solo su se stesso e sulla propria professionalità, calma ed esperienza, nessun assistente da terra trattiene il cavallo con la longia.

 

Per tale motivo questo tipo di lavoro va eseguito esclusivamente da trainers e cavalieri che abbiano nel loro bagaglio professionale una grande esperienza e conoscenza, oltre che indispensabili tratti comportamentali di pazienza, calma e assertività.  

 

Un utile suggerimento, visto che la miglior memoria è più labile dell’inchiostro più scialbo, è di annotare su un diario di bordo gli obiettivi giornalieri che ci prefiggiamo ed i risultati raggiunti nell’ampliamento dell’area di comfort e nella progressione dell’apprendimento degli aiuti del cavaliere ed all’interno della scala di formazione di base del puledro caratterizzata dalla ricerca di calma, ritmo, scioltezza, atteggiamento, impulso, rettitudine e riunione.

 

Ecco che il lavoro per obiettivi giornalieri corre in aiuto del trainer-cavaliere che lavora con consapevolezza.

 

Ogni obiettivo che ci poniamo e proponiamo al cavallo deve essere sempre sfidante ma raggiungibile.

 

Nulla può essere lasciato all’improvvisazione ed al caso.

 

 

 

art. 22

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