|
CONOSCERE GLI ANIMALI E LA LORO INTERAZIONE CON L'UOMO -
La differenza tra educare ed addestrare testo di Francesco De Giorgio |
||
|
Troppo
spesso i termini educare e addestrare non vengono distinti. In
realtà ci troviamo di fronte a due concetti totalmente diversi
d’interazione tra uomo e animale, sia esso un cane, un cavallo o
un qualsiasi altro animale. L’educazione
è volta a sviluppare comportamenti utili all’animale per
realizzare al meglio la sua vita sociale e la sua sopravvivenza. In
realtà nel processo educativo il compito del trainer è di portare
alla luce e sviluppare ciò che è già presente nel patrimonio di
specie ed individuale dell’animale. L’addestramento
al contrario mira a far apprendere all’animale comportamenti che
non hanno alcun valore funzionale per la sua specie. L’obiettivo
della sequenza comportamentale che viene appresa nelle fasi
addestramento resta astratto: esso
è costituito dalla soddisfazione del proprietario (Pageat, 1998). L’educazione
può essere definita un processo comunicativo all’interno del
quale è la relazione (interazione emotiva, dimensione
relazionale-affettiva, coinvolgimento, clima positivo e sentimento
di coesione) ad avere un peso predominante rispetto al contenuto
(esercizi, compiti, sequenze strutturate e rigide, risultati, ecc.)
. Quando il contenuto diventa dominante rispetto alla relazione (che
già dovrebbe essere stata sviluppata da una propedeutica
educazione, ma che troppo spesso non avviene) possiamo parlare di
addestramento. Se
ad esempio volessimo rappresentare graficamente le fasi che si
susseguono nell’interazione tra un uomo ed un cavallo
all’interno di un tondino, utilizzando un processo educativo che
tenga conto della sinergia tra relazione e contenuto e che si basi
sull’approfondita conoscenza delle caratteristiche etologiche del
cavallo (cioè di tutto ciò che lui già possiede come corredo
genetico ed appreso con l’esperienza), si potrebbe avere un
risultato simile a quello raffigurato nel grafico di seguito
riportato che ripercorre lo stesso percorso che porta alla
formazione di un team di successo. Come si può evincere dal grafico le fasi di costruzione di una vera unità tra uomo e cavallo, utilizzando un processo di “doma etologica”, possono così essere analizzate e sviluppate:
Fase 1 – “Studio reciproco” in
questa fase compito (linea continua) e relazione (linea
tratteggiata) sono discordanti e distanti; la relazione alta
sembrerebbe un controsenso, ma non dobbiamo intendere una relazione
di tipo positivo; infatti entrano in gioco certamente molti fattori
emotivi tra uomo e cavallo che portano ad uno studio reciproco delle
intenzioni dell'altro. La dimensione relazionale è molto elevata
proprio a causa di questo studiarsi reciprocamente. Fase
2 – “Emotività” La ricerca dell’attenzione e di gestione della pressione emotiva da parte dell’uomo nei confronti del cavallo comporta una fase di comunicazione assertiva durante la quale l’uomo esprime in modo diretto il suo desiderio di interazione tenendo assolutamente conto dei diritti e della natura dell’animale, abolendo ogni sopraffazione violenta. In questa fase il livello del contenuto si abbassa mentre si stimola la crescita del lato relazionale positivo. Fase
3 – “Integrazione” L’omeostasi emotiva e la comunicazione che da questa si origina porta ad una vera e propria integrazione tra uomo e cavallo. L’uomo diventa per il cavallo un fondamentale elemento all’interno della sua area di comfort. In
questa fase l’aspetto relazionale positivo viene sviluppato con sempre
maggiore forza ed anche il contenuto inizia a crescere e ad
affiancarsi alla relazione. Fase
4 – “Efficienza” I passi successivi sono sempre più rapidi e di facile realizzazione. La relazione positiva tra uomo e cavallo diventa la forza motrice che spinge e innalza la performance del contenuto e di conseguenza viene incrementata l’efficienza nel raggiungimento degli obiettivi nella vita quotidiana e nelle sfide agonistiche. Fase
5 – “Mantenimento” Il
mantenimento dell’interazione efficace tra uomo e cavallo diventa
un momento delicato. Se in questa fase la relazione viene a ridursi,
se il trainer non salvaguarda costantemente anche l’aspetto
relazionale concentrandosi invece solo sul contenuto, questo stesso
perderà di forza e la performance in termini di raggiungimento
degli obiettivi si ridurrà di conseguenza. Lo
stesso processo educativo dovrebbe essere alla base dell’intimo
rapporto che lega un uomo ad un cane. La relazione positiva dovrebbe spingere
il contenuto e non dovrebbe verificarsi il contrario come spesso
accade. La relazione diventa elemento determinante nella nascita,
nello sviluppo e nel mantenimento della performance in ogni aspetto
della vita quotidiana. Ascoltando attivamente il cane noi poniamo le
basi per una relazione empatica promotrice di un vero, unico ed
efficace legame tra uomo e cane. L’analisi qui svolta rafforza il nostro convincimento e la nostra certezza sviluppatasi attraverso la conoscenza scientifica dell’etologia e degli anni di esperienza passati a sviluppare un rapporto più etico e consapevole con gli animali, che non vi può essere altra strada se non quella che salvaguarda l’aspetto emozionale, relazionale ed empatico con l’animale, facendo nostro il loro punto di vista ed incrementando automaticamente e parallelamente una vera e propria interazione anche sotto l’aspetto di contenuto e di raggiungimento degli obiettivi.
|
||
|
articolo precedente "TRAINING ETOLOGICO DEL PULEDRO - lo sviluppo dell'area di confort" |
art. 21 |
articolo successivo "API DANZANTI - LA TEORIA DI KARL VON FRISH" |