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CONOSCERE GLI ANIMALI -
Api danzanti – la teoria di Karl von Frisch testo di Francesco De Giorgio |
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Le api, piccoli insetti ma dalle grandi capacità comunicative. In effetti per questa specie il corretto passaggio di informazioni è stato un fattore di successo che ha permesso di ottimizzare risorse ed energie all’interno dell’alveare e nelle dinamiche dello sciame. Dobbiamo sempre ricordare che ogni essere vivente risponde alla legge “massimo rendimento con minimo sforzo”. Il significato della maggior parte dei comportamenti animali trova fondamento in questa legge. Questo è un concetto che dobbiamo assimilare pienamente e correttamente se desideriamo diventare veri conoscitori della biologia e dell’etologia animale. In questo processo, la comunicazione, cioè mettere “in comune” le informazioni, permette alle api di economizzare energia, ma in quale modo? A questa domanda danno risposta gli studi dello zoologo tedesco Karl von Frisch, sul linguaggio delle api. Ma proviamo a fare un passo indietro immaginando cosa potrebbe accadere se la comunicazione all’interno dell’alveare fosse inefficace o addirittura scarsamente presente e non focalizzata su un obiettivo fondamentale, rintracciare fiori e quindi nettare. Se così fosse ogni ape bottinatrice uscirebbe dall’alveare alla ricerca del nettare. Ma trovare buon nettare non è una cosa così facile e immediata, necessita di un grande consumo energetico nel volare da una zona all’altra. Alla fine la nostra brava bottinatrice tornerebbe all’alveare con il suo meritato carico di nettare e la storia finirebbe così. Così accadrebbe a tutte le api di quel determinato alveare e tutto si risolverebbe in un grandissimo dispendio energetico. Ora andiamo ad osservare come stanno veramente le cose e come le api hanno evoluto un linguaggio che permette di economizzare risorse, tempo ed energia. Ritorniamo alla nostra infaticabile bottinatrice alla ricerca del suo nettare. Dopo tante ricerche trova un bel deposito di nettare, cioè un bel prato fiorito. Raccoglie il suo nettare e si dirige all’alveare. Qui un comportamento istintivo la induce a condividere utili informazioni con le altre api. Inizia ad eseguire una strana danza, eseguendo degli 8 ed alternando “scodinzolamenti” con l’addome, tenendo una determinata posizione e direzione. Altre bottinatrici si radunano attorno all’ape danzatrice e cercano di catturare segnali importanti. In quel momento si sta verificando una vera e propria comunicazione efficace. Praticamente la danzatrice sta comunicando alle altre bottinatrici, direzione e distanza del nettare. La durata dello scondizolìo sembrerebbe indicare quanto distante è il nettare, mentre l’asse della danza (la parte centrale dell’otto) sembrerebbe essere una sorta di sistema di puntamento che indica la direzione da prendere per raggiungere il ricco bottino. La mappatura della direzione è fatta dalle api aiutandosi con la posizione del sole rispetto alla risorsa nettare. Altra importante osservazione è che durata e intensità della danza sembrerebbero anche essere in relazione con la quantità di cibo disponibile e quindi il “reclutamento” di bottinatrici sarebbe direttamente proporzionale alla intensità e durata di questa comunicazione, non avrebbe infatti senso reclutare un numero eccessivo di bottinatrici se la risorsa non è realmente consistente e quindi la legge “massimo rendimento con minimo sforzo” viene ancora una volta rispettata. Quindi si può parlare di un vero e proprio sistema di comunicazione efficace che permette il raggiungimento dell’obiettivo comune da parte di tutti i componenti dell’alveare. Certamente riflettere ed essere consapevoli dei meccanismi che la natura ha testato e implementato lungo il corso dell’evoluzione della vita sulla terra, permette a noi esseri umani di scegliere e decidere quale strada percorrere. Molto si può imparare dalla natura, basta saperla osservare ed ascoltare.
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