CONOSCERE IL CAVALLO

- l'impatto della socialità sullo sviluppo del comportamento -

testo di Francesco De Giorgio

 

Ci sono molte variabili che un vero uomo di cavalli deve considerare durante l’allevamento e l’iter formativo di un puledro. Spesso molte caratteristiche naturali di una specie vengono consapevolmente o inconsapevolmente sottovalutate e scarsamente considerate. L’incapacità di interpretare le vere necessità del cavallo e la poca disponibilità ad intraprendere un percorso basato su evidenze scientifiche, sono i veri limiti ad un’educazione del cavallo più etica, consapevole e naturale. Estrema attenzione dovrebbe essere posta alle condizioni di allevamento. I cavalli allevati in box, vengono deprivati di tutte quelle interazioni sociali fondamentali per un corretto sviluppo comportamentale (Hogan ed al. 1988). La comunicazione sociale è tutto per i cavalli, così come per tutti gli altri animali la cui scelta evolutiva è stata la socialità, uomo compreso. Un inadeguato ambiente dove poter sviluppare la propria socialità, può impattare sullo sviluppo comportamentale di animali appartenenti a molte specie sociali (Mendl and Paul, 1991). Essere consapevoli di quale sia il vero benessere per un cavallo, ci può mettere al riparo dal commettere errori basati sulla scarsa conoscenza della biologia, dell’ecologia e dell’etologia di questi animali.

In una ricerca di etologia applicata, si è osservato che lo svezzamento in box altera significativamente il comportamento, in confronto a puledri svezzati in paddock (Heleski et al., 1999). In questo studio si è visto che i puledri svezzati in paddock spendevano la maggior parte del loro tempo a stretto contatto con gli altri cavalli, interagendo con loro e mangiando. Invece i puledri svezzati in box, che non potevano sviluppare comportamenti legati all’interazione ed al pascolo, assumevano moduli comportamentali anomali come il leccare, il rosicchiare ed il rampare ossessivamente i muri del box. In un recente studio (Rivera et al., 2002), si è evidenziata la sostanziale differenza durante le fasi di training, tra puledri allevati in gruppo in paddock e allevati da soli in box. Le modalità di allevamento sono un fattore determinante nel facilitare o meno le successive interazioni con l’uomo. Anche Søndergaard e Ladewig (2003), hanno ben evidenziato che puledri allevati in gruppo superavano più rapidamente le sessioni di training, esibendo anche minori comportamenti negativi nei confronti del trainer. In un’altra ricerca si è osservato inoltre che i puledri cresciuti da soli esibivano maggior interesse nei confronti dell’uomo, rispetto a quelli vissuti in paddock; ma durante le sessioni di training si sono osservate allo stesso tempo maggiori difficoltà d’interazione per i cavalli allevati solo a contatto con l’uomo, senza avere la possibilità di comunicare con i loro simili (Søndergaard and Halekoh, 2003). Questi studi in generale evidenziano quanto le esperienze in fase giovanile possano influenzare le varie fasi d’apprendimento e quanto sia importante far crescere i giovani cavalli in gruppo, rispettando la loro natura sociale e tutelando il vero benessere comportamentale.

 

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