CONOSCERE IL CANE

- imparare ad ascoltarlo -

testo di Francesco De Giorgio

 

Uomo e cane, due specie così distanti ma anche con tanti punti di contatto. La società dei lupi, progenitori dei cani, riporta alla mente le società cacciatrici di popoli tribali. Esempio ne sono alcuni popoli nativi del continente nord americano. Per queste culture, la conoscenza del comportamento animale e quindi anche di animali come i lupi, rappresentava un punto di forza nell’incrementare le loro possibilità di sopravvivenza. Molte le similitudini che li univano, come quelle relative al modo di cacciare e di difendere il territorio. Uomo e cane, una lunga storia evolutiva insieme. Senza il supporto del cane, molto probabilmente l’uomo non sarebbe diventato quello che adesso è, nel bene e nel male. La società moderna ha fatto distanziare troppo l’uomo dal cane e spesso si verificano incomprensioni, con esiti anche fatali. L’uomo moderno ha perso la capacità di leggere il comportamento del cane e quindi comunicare con lui. Ascoltare un cane, significa riappropriarsi delle conoscenze relative al comportamento di questa specie, attraverso un approfondito studio dell’etologia e dei meccanismi che regolano l’apprendimento animale. Ascoltare un cane, significa avere la capacità di comprenderlo, entrando in empatia e acquisendo il suo punto di vista. Per entrare in empatia con il cane, bisogna imparare a pensare da cane. Il termine “Empatia”, deriva dal greco “Empatheia” e significa letteralmente “sentire dentro” ed è la capacità di mettersi nei panni dell’altro.

Per entrare in empatia con il cane, bisogna avere capacità di ascolto attivo, per avere ascolto attivo bisogna conoscere l’altro. Troppo spesso ancora, si applicano tecniche di addestramento antiquate, che comportano anche una violenza nei confronti del cane e che non permettono d’instaurare alcuna comprensione e vera comunicazione con il cane. Apprendere il linguaggio del cane è l’unica arma che abbiamo per prevenire e affrontare incomprensioni e problemi. L’obiettivo di ogni proprietario dovrebbe essere diventare educatore personale del proprio cane. In questo processo formativo diventa essenziale la guida di un esperto nel comportamento animale, nell’educazione del cane e nel trasmettere corrette conoscenze scientifiche, che aiuti l’uomo ed il cane ad entrare in sinergia. Non basta saper insegnare dei comandi al cane, peggio ancora attraverso l’uso di veri e propri strumenti di tortura, ma è essenziale saper interpretare il cane, saperne leggere il linguaggio e saperne guidare l’evoluzione del comportamento nelle varie fasi di apprendimento. Fortunatamente l’era delle brutalità nei confronti degli animali, sembra essere sulla via del tramonto, anche se il sentiero da percorrere è ancora lungo. Nel bagaglio di un professionista che si occupa di educazione del cane e si affianca al proprietario, dovrebbero rientrare valori come rispetto del cane, cultura e aggiornamento scientifico, innovazione, esperienza continua, flessibilità di pensiero, capacità divulgative e comunicative. Concludendo, il percorso di un educatore naturale, dovrebbe ruotare attorno alla ricerca costante di un ascolto attivo e quindi empatico nei confronti del cane e degli uomini che ad esso si affiancano.

 

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