|
CONOSCERE IL CAVALLO - il gioco nei puledri - testo di Francesco De Giorgio |
||
|
Per
il cavallo, così come per molti altri animali, uomo compreso, il
gioco sicuramente ha importanza fondamentale nello sviluppo
comportamentale oltre che nello sviluppo delle abilità fisiche.
Attraverso il gioco, viene sempre più sviluppato e migliorato
l’etogramma individuale e sociale della specie. Nelle
varie specie, il gioco appare costituito da modificazione di moduli
comportamentali, originariamente nati per favorire la sopravvivenza
dell’individuo e quindi della specie (ad esempio, dinamiche
locomotorie, di leadership e riproduttive). In ogni specie, il gioco
si contraddistingue dai comportamenti “seri”, grazie a posture,
espressioni e comportamenti che denotano una minore intenzionalità
di serietà (Schilder et al, 1984). Così
come in altre specie sociali, Il gioco nei puledri può essere
solitario o di gruppo. Puledri con poche ore di vita già esprimono
movimenti di gioco solitario come piccole corse in circolo,
sgroppate, calci in aria. Simili attività dei puledri neonati, sono
state osservate anche nei cavalli selvatici di Przewalski (Dobroruka,
1961). In
questi casi il gioco può durare da pochi secondi ad alcuni minuti,
prima che il puledro ritorni tranquillo. Nei
confronti della madre il puledro esibisce comportamenti di gioco a
volte molto esuberanti e rudi, che tendenzialmente si riducono al
crescere del puledro. Quando il puledro si tranquillizza la madre
gli concede attenzione premiandolo con un leggero grooming (Tyler,
1969; Crowell-Davis et al., 1987). Generalmente,
intorno alle tre-quattro settimane di età, i puledri iniziano a
giocare tra loro. Iniziano approcciando tra loro con annusamenti e
mordicchiamenti, per poi dar vita insieme a corse sfrenate, con
sgroppate, impennate e calci in aria. I
maschi sembrano giocare maggiormente rispetto alle femmine e
dimostrano una maggiore durezza nel gioco (Carson and Wood-Gush,
1983). Tyler
(1969) registrò il comportamento di gioco di monta nei puledri
maschi ogni cinque ore circa, mentre per le femmine passavano circa
trentasette ore. Nel
gioco sociale tra puledri, le sequenze comportamentali normali nei
contesti relazionali tra adulti, vengono modificate, interrotte,
esagerate e diventano distintive proprio dei comportamenti di gioco. Il
gioco e l’interazione sociale tra puledri e tra puledri e adulti,
ritorna sicuramente utile nella relazione tra uomo e cavallo. Ad
esempio, si è osservato che puledri cresciuti in gruppo fino ai due
anni di età, rispetto a puledri vissuti da soli, sempre fino ai due
anni di età, sottoposti a sessioni di training, esibivano minori
comportamenti aggressivi e risultavano più collaborativi nei
confronti dell’uomo (Søndergaard and Ladewig, 2004). Troppo
spesso si dimentica che il cavallo è un animale sociale, per un
corretto ed equilibrato sviluppo fisico e comportamentale necessita
di un ambiente ricco di stimoli, ma soprattutto necessita della
possibilità di interagire con i suoi simili. Solo favorendo una vita sociale quanto più naturale possibile ed entrando in empatia con il giovane cavallo, che si è gia formato correttamente grazie all’interazione con i suoi simili, potremo instaurare una comunicazione ed educazione più fluida e naturale.
|
||
|
articolo precedente "IMPARARE AD ASCOLTARLO" |
art. 16 |
articolo successivo "ALLA RICERCA DI UNA CORRETTA COMUNICAZIONE E SINERGIA CON GLI ANIMALI" |