CONOSCERE GLI ANIMALI

- Volpe: biologia di un mito -

testo di Francesco De Giorgio

 

Animale in possesso di intelligenza e adattabilità estreme, la volpe (Vulpes vulpes) ha sempre suscitato nell'uomo sentimenti contrastanti di amore ed odio. La sua incredibile elasticità nell'adattarsi alle più diverse condizioni ambientali le ha permesso di essere presente in tutta Europa, in Asia, in Nord Africa ed in buona parte dell'America settentrionale. In Italia è diffusa in tutto il paese. 

 

La volpe si nutre di piccoli roditori, conigli, uccelli, insetti, lombrichi, frutta, bacche, uova, rifiuti. La tecnica di caccia più spettacolare è quella che riguarda la predazione sui roditori, che la volpe localizza sotto il terreno con i suoi finissimi sensi e poi ne attende l'uscita allo scoperto, effettuando un unico e preciso balzo, bloccando la preda con le zampe anteriori. Grazie alla mancanza di una specializzazione alimentare, la si può trovare in quasi tutti i tipi di ambiente, comprese le città; in Inghilterra, in centri urbani come Bristol, Nottingham e Londra, si può incrociarla di notte a caccia di topi o alla ricerca di qualcosa di commestibile. Si è calcolato che nell'arco di un anno una volpe può arrivare a mangiare quasi ciquemila ratti. 

 

L'organizzazione sociale è costituita in genere da un maschio residente in un territorio dal quale allontana eventuali altri maschi intrusi, e da una femmina che può accettare altre femmine solo se imparentate con essa. Il territorio viene marcato con segnali olfattivi, prodotti dalle ghiandole anali che vengono strofinate su tronchi d'albero, cespugli o sassi ; durante la notte segnala la sua presenza nel territorio con latrati e guaiti, udibili a grande distanza.

La volpe utilizza spesso come rifugio le tane scavate da altri animali come il tasso (Meles meles), con il quale spesso può convivere, anche se per brevi periodi. Utilizza, inoltre, sentieri creati da altri animali selvatici per controllare metodicamente il proprio territorio. 

 

Durante il periodo del corteggiamento, tra la fine di gennaio e gli inizi di marzo, si può assistere a spettacolari giochi d'amore, durante i quali la femmina impegna il maschio in lunghe e veloci corse. La gestazione dura tra i cinquanta e i sessanta giorni; possono nascere tra i tre e gli otto cuccioli che vengono allattati per circa un mese; dopo lo svezzamento, mentre il padre non sembra occuparsi dell'allevamento della prole, la madre intensifica le sue battute di caccia; durante tale periodo è possibile ritrovare, all'entrata delle tane, i resti alimentari delle prede. Raggiunta l'indipendenza, a circa sei mesi di età, i giovani maschi vengono allontanati dal maschio dominante, mentre le femmine possono restare con la madre formando una linea gerarchica femminile. 

 

Questo animale, considerato nocivo e perseguitato dall'ignoranza dell'uomo, riveste un ruolo primario ed insostituibile nell'equilibrio ecologico delle nostre zone naturali.

 

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